Un azzurro recuperato dagli archivi, un logo ricostruito dettaglio dopo dettaglio e una meccanica verniciata come raramente accade. La livrea dello Scrambler 100 è molto più di una scelta estetica: è il risultato di un lavoro di ricerca, sperimentazione e attenzione ai dettagli. Siamo andati al Centro Stile Ducati per scoprire come è nata.
È così che nasce lo Scrambler 100, parte della Collezione 100 con cui Ducati celebra i suoi cento anni: dieci modelli, dieci livree ispirate alla storia del marchio, cento esemplari numerati per ciascuno in tutto il mondo. Un progetto da collezione che non si limita a reinterpretare il passato attraverso nuovi colori e grafiche, ma coinvolge anche componenti e finiture dedicate: dalla testa di sterzo al tappo carburante fresati dal pieno, dalla sella con rivestimenti pregiati alle pinze freno con colorazione specifica.
Per lo Scrambler, il punto di partenza è lo Ducati Scrambler 800 Nightshift, la più raffinata della famiglia, che incontra una delle moto più riconoscibili della storia Ducati, reinterpretata con lo stile e l’attitudine contemporanei della Land of Joy.
Ma come si trasforma una moto di oltre sessant’anni fa in uno Ducati Scrambler di oggi?
Siamo andati direttamente al Centro Stile Ducati per scoprirlo insieme ai designer Emanuela e Giovanni, che hanno lavorato a questa edizione limitata. Per trovare l’ispirazione giusta, il team si è confrontato con Livio Lodi, curatore del Museo Ducati, andando alla ricerca dello Scrambler più rappresentativo della storia del marchio.
Il punto di partenza è il Ducati Scrambler 250, il modello che nel 1962 ha dato inizio a questa storia. Nato per il mercato statunitense su idea dell’importatore americano Joe Berliner, che cercava una moto semplice e versatile, adatta sia all’uso stradale ma anche e soprattutto per l’off-road leggero, è arrivato in Italia nel 1969, diventando presto un simbolo di libertà per un’intera generazione.
Ricostruirne l’identità, però, non è stato così immediato. Tra i modelli della Collezione 100, il Ducati Scrambler 250 era uno di quelli con meno materiale storico a disposizione: poche immagini d’archivio, da cui recuperare colori e dettagli. Proprio per questo, ogni elemento ha richiesto una ricerca attenta.
Il primo elemento da recuperare era il colore. Per ritrovare la tonalità originale, il team è tornato direttamente agli archivi storici, recuperando il lamierino conservato nel tempo e utilizzandolo come riferimento per ricreare l’azzurro sulla moto contemporanea.
«All’inizio eravamo un po’ scettici, ci chiedevamo come avrebbe reso un Ducati Scrambler con questa particolare tonalità di blu. Poi, vedendola allestita dal vivo, è stata una bellissima scoperta anche per noi».
– Emanuela, Ducati Style Centre
A prima vista, quell’azzurro può sembrare una scelta inaspettata per una moto contemporanea. Ma basta tornare alle origini per capire che non è affatto un azzardo: il colore che oggi può apparire insolito è, in realtà, uno dei più fedeli alla storia Scrambler. La sfida era riportarlo nel presente, adattandolo alle tecnologie e alle finiture di oggi senza perderne il carattere.
Il lavoro non si è fermato al serbatoio e alle sovrastrutture. Per ricreare l’impatto visivo dello Scrambler® del ’62, il Centro Stile ha portato il colore anche su elementi meccanici che normalmente rimangono più discreti: il forcellone e le piastre portapedane riprendono lo stesso azzurro della carrozzeria, mentre la base e la testa di sterzo richiamano la colorazione originale. Anche i dettagli di telaio e forcelle sono stati studiati appositamente per il progetto.
È qui che lo Scrambler 100 si distingue davvero all’interno della Collezione 100. Come racconta Giovanni, è forse il modello più piccolo della collezione, ma anche uno dei più ricchi: insieme alla Panigale, è quello con più parti meccaniche verniciate.
Ottenere lo stesso risultato su superfici e materiali diversi, però, è tutt’altro che semplice. Plastica, alluminio e componenti meccanici reagiscono in modo differente al colore e alle tecniche di verniciatura. Per questo è stato necessario sviluppare finiture specifiche e trovare il giusto equilibrio tra ogni elemento.
Un serbatoio può essere riverniciato in carrozzeria; ottenere una meccanica colorata in questo modo è tutta un’altra storia. Si tratta di lavorazioni complesse, difficili da integrare nei normali processi produttivi e possibili proprio grazie alla realizzazione in serie limitata.
È questo che rende la livrea qualcosa di più di una grafica: non è soltanto il colore della moto, ma il colore che attraversa la moto intera.
Anche ciò che alla fine non si vede racconta qualcosa del processo creativo. Durante lo sviluppo, il team ha valutato diverse soluzioni per la meccanica, cercando un legame ancora più diretto con il mondo Ducati delle origini.
Tra le ipotesi c’era anche quella di riprendere le tonalità chiare di alcune meccaniche storiche. Ma il risultato non convinceva: il motore chiaro spostava troppo l’equilibrio verso il vintage, rischiando di far sembrare la moto una versione d’epoca semplicemente riportata a nuova vita.
La scelta è quindi ricaduta sul motore nero, che crea uno stacco netto con l’azzurro della livrea e lascia a quest’ultimo tutta la scena. A completare il risultato c’è la targhetta Scrambler 100 in bronzo, un dettaglio che collega il modello al resto della collezione.
Ricostruire il logo è stato uno dei lavori più minuziosi dell’intero progetto. Sul serbatoio dello Scrambler 100 torna infatti lo storico marchio alato Moto Ducati, recuperato attraverso una ricerca negli archivi.
«Le immagini disponibili erano deteriorate e non esisteva un logo originale fisico con cui fare un confronto diretto».
– Giovanni, Centro Stile Ducati
Il team ha quindi ridisegnato il marchio da zero, lavorando su ogni dettaglio: dalle proporzioni della scritta Ducati al filetto dorato, fino alla caratteristica bandierina bianca. Un lavoro di ricostruzione che dimostra quanto, in un progetto di questo tipo, anche un elemento apparentemente piccolo possa richiedere tempo, ricerca e precisione.
C’è poi un elemento che lo Scrambler 100 condivide con gli altri modelli della Collezione 100: il bronzo.
Lo ritroviamo sulle pinze freno e sulla targhetta Scrambler 100 applicata sul motore. Sull’azzurro crea un contrasto deciso, ma è anche un segno di riconoscimento che attraversa le dieci livree, ciascuna con la propria identità.
Anche altri dettagli, come la termoformatura della sella e la finitura neutra del tabella porta numero sottosella, sono stati studiati per mantenere pulita la silhouette e lasciare che siano i colori e le proporzioni a parlare.
Dieci moto, dieci interpretazioni della storia Ducati e un filo comune che le tiene insieme. Nello Scrambler 100, quel filo passa attraverso un azzurro ritrovato negli archivi, un logo ricostruito e una meccanica che diventa parte integrante della livrea.
Perché a volte, per creare qualcosa di nuovo, non serve guardare lontano. Basta tornare alle origini, scegliere i dettagli giusti e reinterpretarli a modo proprio. Proprio come si fa nella Land of Joy.